In questa seconda puntata parliamo di prevenzione di molestie, violenza e discriminazione: prosegue il nostro viaggio tra i nuovi obblighi in capo ai titolari dei padel club
di Studio Legale Briola & Partners
Di seguito termina l’indagine sull’annosa questione “sicurezza” nei centri sportivi: dopo aver trattato – nello scorso numero della rivista – della predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi e della tutela dei lavoratori sportivi, la preziosa disamina a firma dello Studio legale Briola & Partners si sofferma su una tematica di stringente attualità, qual è la lotta alla discriminazione e la violenza di genere. Per tutti gli operatori del settore l’adeguamento dei propri modelli organizzativi alle Linee Guida emanate dalla FITP potrebbe rivelarsi il naturale viatico per la predisposizione di una compliance integrata che garantisca, oltre alla sicurezza di atleti e dipendenti, l’inclusività e il rispetto di etica e valori sportivi.
di Andrea Farano
LA SICUREZZA NEGLI IMPIANTI SPORTIVI
Per la miglior disamina dell’argomento, in primo luogo occorre partire dalla definizione di “impianto sportivo” richiamata all’interno del Decreto Ministeriale del 18 marzo 1996, in cui questo viene indicato come “l’insieme di uno o più spazi destinati a una o più attività sportive, comprendendo sia le aree dedicate agli atleti, che quelle per gli spettatori e i servizi accessori”. Nella gestione della sicurezza, il Decreto innanzitutto individua una figura chiave: trattasi del Titolare dell’impianto, quale responsabile del mantenimento delle condizioni di sicurezza del sito. Tra l’altro, la normativa statuisce che, per gli impianti di capienza superiore alle 10.000 persone, tale figura è tenuta a predisporre un apposito Piano relativo all’osservanza delle misure di sicurezza antincendio.
Oltre alle responsabilità dirette, il Titolare deve anche assicurare la conformità dell’impianto stesso a una serie di requisiti e normative specifiche. Ciò include l’acquisizione e la manutenzione di documentazione cruciale come il Piano di Emergenza ed Evacuazione, la certificazione di agibilità dell’impianto, l’autorizzazione all’esercizio dell’attività ai fini antincendio e le dichiarazioni di conformità per sistemi e macchinari tecnici presenti. È inoltre necessario mantenere i libretti di uso e manutenzione delle attrezzature sportive e il registro dei controlli periodici, al fine di garantire che tutti gli equipaggiamenti siano in condizioni sicure e funzionali. Va da sé che questi documenti sono vitali per assicurare che l’impianto sportivo non solo soddisfi gli standard di sicurezza richiesti dalla legge, ma sia anche un ambiente sicuro e accogliente per gli atleti, il personale e i visitatori. In aggiunta, il Titolare deve assicurarsi che siano rispettati eventuali altri permessi e requisiti legati alle attività svolte all’interno del centro sportivo: per questo compito può farsi riferimento a normative specifiche relative all’ambiente, alla salute pubblica o alla sicurezza in generale, a seconda delle attività e dei servizi offerti dal centro sportivo.
OLTRE IL GIOCO: SICUREZZA SUL LAVORO E LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE
Il mondo dello sport, compreso il padel, è stato recentemente interessato da riforme non solo in materia di sicurezza sul lavoro, ma anche nell’ambito della lotta alla violenza di genere e alle discriminazioni. Precisamente, l’articolo 16 del D.lgs. 39/2021 ha imposto alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline sportive associate, agli Enti di promozione sportiva e alle Associazioni benemerite, di redigere Linee Guida per la predisposizione di modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e di codici di condotta a tutela dei minori, nonché per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione. A tal proposito, con riferimento al padel, nell’agosto del 2023 la Federazione Italiana Tennis Padel (FITP) ha deliberato le proprie Linee Guida, unitamente al Regolamento contro la violenza di genere nello sport. Da ciò ne deriva che tutti gli enti sportivi a cui fa capo la FITP sono tenuti a ottemperare a tali prescrizioni entro il mese di agosto 2024, potendo incorrere in conseguenze sanzionatorie in caso di inosservanza.

LE LINEE GUIDA FITP PER LA COSTRUZIONE DEI MODELLI ORGANIZZATIVI E DI CONTROLLO
Come detto, le Linee Guida fornite dalla FITP sono destinate alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche e Professionistiche per l’implementazione dei “Modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva” e dei “Codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione”. Due ulteriori Capitoli sono poi dedicati alla disciplina delle Segnalazioni e al Sistema Sanzionatorio.
Le Linee Guida hanno validità quadriennale e fissano le misure volte a prevenire la commissione di ogni forma di abuso, violenza o discriminazione, comunque consumate, dunque anche attraverso le modalità informatiche. Con specifico riferimento alle disposizioni che riguardano i Modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva, assume particolare rilevanza l’introduzione di una nuova figura nell’organigramma delle società: il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni. Invero, nel Modello di gestione e controllo ex D.Lgs. n. 39/2021 dovranno essere individuate le funzioni e i requisiti di questo inedito soggetto. Nel dettaglio, al Responsabile sarà attribuito il compito di garantire una tutela agli sportivi contro ogni tipo di abuso e di rendere conoscibili il Modello e il Codice di Condotta (cosiddetto “dovere informativo”).
Un ruolo centrale viene poi attribuito anche all’allenatore, istruttore o dirigente sportivo, in ragione del loro costante rapporto con i giovani atleti che, sempre più numerosi, fanno ingresso nel mondo del padel. In particolare, nelle Linee Guida si raccomanda alla società sportive di prevedere una specifica formazione per queste figure, finalizzata a creare un ambiente sportivo in cui siano garantiti i principi di uguaglianza e non discriminazione. Il terzo capitolo delle Linee Guida è dedicato invece alla disciplina delle “segnalazioni”. In particolare, la FITP ha predisposto sul proprio sito internet istituzionale un apposito canale dedicato alla denuncia di pratiche discriminatorie, abusi sotto in ogni ambito (inclusi motivi di razza, etnia, genere, disabilità) da parte di tutti i soggetti che sono a vario titolo coinvolti nell’attività sportiva. Per incentivare le segnalazioni viene garantita la riservatezza del soggetto segnalante, al fine di tutelare quest’ultimo da eventuali ritorsioni.
LA PREVENZIONE EX D.LGS. 231/2001 SOTTO LA LENTE DELLA “COMPLIANCE INTEGRATA”
Questo sforzo normativo si inserisce in un più ampio contesto di compliance integrata. Le Associazioni e Società sportive che non abbiano già implementato un Modello di organizzazione e gestione ai sensi del Decreto Legislativo n. 231/2001 (cd. MOG 231) dovranno provvedere all’adozione dello specifico Modello previsto ai sensi del D. Lgs. 39/2021, osservando le Linee Guida FITP. Invece, gli enti sportivi già dotati del MOG 231 possono ora integrare quest’ultimo con le disposizioni del D.Lgs. n. 39/2021, costruendo così una compliance armonizzata, in grado di prevedere e disciplinare sia la prevenzione dei reati aziendali, sia la lotta alla discriminazione e violenza di genere nel mondo dello sport. Una simile integrazione consente di approcciare e disegnare la governance e la responsabilità sociale dell’organizzazione sportiva, mettendo al centro del sistema la sicurezza, l’etica e il benessere di tutti gli individui coinvolti.
Inoltre, in tale quadro normativo e disciplinare, ai sensi dell’art. 30 del D.lgs. 81/2008, si dovrebbe inserire anche il tema della prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, divenendo anch’esso parte integrante del modello di organizzazione, gestione e controllo adottato ai sensi del D.lgs. n. 231/2001. Quest’ultimo rappresenterebbe, quindi, la struttura portante su cui poggiare sia l’osservanza della normativa sulla sicurezza, sia l’adempimento relativo al contrasto alla violenza di genere ai sensi del D.lgs. n. 39/2021. La combinazione di questi diversi aspetti normativi in un unico quadro di compliance integrata fornisce una panoramica chiara e robusta non solo per la gestione dei rischi, ma anche per la promozione di un ambiente sportivo sicuro, etico e inclusivo.